Statuto

Titolo I°

Origine, personalità e sede

Art. 1 – Origine, denominazione e sede

L’opera pia “Anna Maria ed Alessandro Antoniadi Maurocordato” è una Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza.

L’Ipab trae la sua origine dal testamento 3 maggio 1942 del Principe Alessandro Antoniadi Maurocordato, testamento ispirato anche ai desideri e sentimenti della moglie del testatore Principessa Anna Maria Biron, trevigiana.

 

L’opera pia è stata eretta in Ente Morale con Decreto Presidenziale 25 marzo 1950.

L’Ipab ha sede legale in Treviso, in Borgo Mazzini 52.

Titolo II°

Scopo e mezzi

 

Art. 2 – Scopi

 

L’opera pia ha, in relazione alla volontà del fondatore, i seguenti scopi:

  1. a)concedere sussidi ai minori bisognosi o abbandonati, in particolare provvedendo al loro avviamento agli studi o ad una proficua arte o mestiere;
  2. b)gestire  servizi ed attività di assistenza all’infanzia abbandonata nel rispetto dell’ordinamento regionale.

I soggetti assistiti comprendono i fanciulli minori di età di entrambi i sessi a cominciare dall’età di tre mesi e sino al raggiungimento di una capacità di lavoro retribuito, però col limite massimo di età di anni 18.

L’opera pia provvede ai suoi scopi:

  1. a)con le rendite del suo patrimonio sia iniziale che successivo;
  2. b)con oblazioni di qualsiasi genere che venissero effettuate all’Ente, o da questo raccolte od attratte in qualsiasi modo o forma;
  3. c)con le rette pagate per i fanciulli non accolti gratuitamente;
  4. d)con ogni altro introito che non sia destinato ad aumentare il patrimonio.

 

Titolo III°

Amministrazione

 

Art. 3 – Organi dell’Ipab

Sono organi dell’Ipab:

  1. a)di governo ed indirizzo:

–     il Consiglio di Amministrazione

–     il Presidente

  1. b)è organo di gestione:

–     il Direttore

  1. c)è organo di controllo interno:

–     il Revisore

 

Art. 4 – Il Consiglio di Amministrazione

 

Il Consiglio di Amministrazione dell’opera pia Maurocordato è composto da:

–      3 consiglieri nominati dalla Diocesi di Treviso;

–      1 consigliere nominato dal Comune di Treviso;

–      1 consigliere nominato dalla Provincia di Treviso;

–      1 consigliere nominato dall’Ufficio scolastico provinciale di Treviso.

La durata in carica dei consiglieri è di 5 anni con possibilità di riconferma senza interruzione. Non è previsto il potere di revoca dei consiglieri da parte degli enti che li nominano.

La nomina dei Consiglieri è soggetta alla normativa sull’incapacità e incompatibilità prevista dall’articolo n. 11 e seguenti della Legge n. 6972/1890 ed altre norme di legge.

Sino alla nomina del nuovo Consiglio dell’Ipab permane in carica il precedente.

Il Consiglio di Amministrazione elegge nel suo seno il Presidente.

In caso di assenza o impedimento del Presidente ne fa le veci il Vicepresidente, da lui nominato.

I componenti del Consiglio di Amministrazione che, senza giustificato motivo, non intervengono a tre sedute consecutive, decadono dalla carica.

Le dimissioni da membro del Consiglio di Amministrazione devono essere presentate in forma scritta al Consiglio medesimo, che ne prende atto nella prima riunione utile.

La decadenza o la cessazione per dimissione, morte, impedimento permanente è pronunciata dal Consiglio e immediatamente comunicata al soggetto competente alla nomina, per la conseguente sostituzione.

Il Consigliere nominato in sostituzione di un altro decaduto rimane in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio del quale viene a far parte.

 

Art. 5 – Funzionamento del Consiglio di Amministrazione

 

Il Consiglio di Amministrazione è convocato e presieduto dal Presidente secondo le norme del presente Statuto e del regolamento. Le sedute del Consiglio di Amministrazione non sono pubbliche; non è ammessa delega per la partecipazione alle stesse.

Le adunanze del Consiglio di Amministrazione sono ordinarie e straordinarie.

Le prime hanno luogo nei mesi di maggio e settembre, ed in ogni caso nelle epoche stabilite dalla legge per l’approvazione del conto consuntivo, del bilancio preventivo, e delle eventuali variazioni al medesimo.

Le altre ogni qualvolta lo ritenga necessario od opportuno il Presidente o lo chieda per iscritto e motivatamente almeno un Consigliere.

Per la validità delle adunanze si richiede la presenza alle sedute di almeno tre Consiglieri. Per le validità delle adunanze non è computato chi, avendo interesse, giusta l’art. 15 della Legge 17 luglio 1890 n. 6972, non può prendere parte alle deliberazioni.

Le deliberazioni sono assunte a maggioranza assoluta di voti degli intervenuti.

Le votazioni si fanno per appello nominale o a voti segreti; hanno sempre luogo a voti segreti, quando si tratta di questioni concernenti persone.

I processi verbali delle deliberazioni sono redatti dal Direttore, e sono firmati da tutti i membri intervenuti.

Quando alcuni dei membri intervenuti si allontanino e ricusino o non possano firmare, ne viene fatta menzione nel verbale.

 

Art. 6 – Compiti del Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione è competente a:

–      approvare il bilancio preventivo e consuntivo;

–      definire il programma generale, annuale e/o pluriennale, di amministrazione, con la specificazione degli obiettivi da raggiungere e le priorità degli stessi;

–      indicare le direttive e le risorse economiche, di personale e di mezzi da destinare al raggiungimento degli obiettivi;

–      verificare lo stato di realizzazione dei programmi annuali e pluriennali e dei progetti, individuando gli eventuali scostamenti ed adottando i provvedimenti relativi;

–      valutare la qualità dei servizi e indicare le iniziative da adottare per il loro miglioramento;

–      deliberare le norme di organizzazione ed il regolamento per il funzionamento degli organi;

–      disporre con appositi provvedimenti l’eventuale partecipazione dell’Ente ad attività economiche di volta in volta individuate.

Nell’ambito dei compiti delineati nel primo comma di questo articolo, competono al Consiglio di Amministrazione, in particolare:

  1. a)l’approvazione dello Statuto e relative modifiche;
  2. b)l’approvazione dei regolamenti;
  3. c)la dotazione organica complessiva e dei singoli servizi;
  4. d)la nomina del Revisore dei Conti;
  5. e)la nomina dei consulenti e dei professionisti esterni;
  6. f)la determinazione delle rette e delle tariffe dei servizi;
  7. g)l’istituzione di nuovi servizi e la variazione dei quelli esistenti;
  8. h)la decisione relative ai ricorsi e alle azioni giudiziarie;
  9. i)le decisioni relative alle alienazioni, acquisto, permuta di immobili, di beni mobili registrati e titoli, nonché l’accettazione di donazioni, eredità e legati;
  10. j)l’adozione dei provvedimenti che, in linea con la separazione tra poteri di indirizzo e controllo, da un lato, e poteri amministrativo gestionali dall’altro, siano ad esso attribuiti dalle norme regolamentari.

L’esercizio delle suddette competenze sarà effettuato anche mediante il controllo sugli atti gestionali,  ai quali i singoli membri del Consiglio avranno libero accesso nell’ambito del loro mandato.

Art. 7 – Il Presidente

Il Presidente:

–      ha la legale rappresentanza dell’Ipab di fronte a terzi e in giudizio;

–      convoca il Consiglio di Amministrazione, predisponendone l’ordine del giorno, e ne presiede e dirige le sedute;

–      designa la persona del Vice Presidente;

–      cura l’esecuzione delle deliberazioni prese dal Consiglio e il buon andamento dell’Ente;

–      nei casi di urgenza prende tutti i provvedimenti reclamati da necessità, salvo a riferire al Consiglio in adunanza da convocare entro 30 giorni.

Art. 8 – Indennità

 

Nel rispetto della normativa regionale, per disposizione della tavola di fondazione, al Consiglio di amministrazione spetta un compenso annuo non superiore al 5% delle rendite patrimoniali fondazionali nette, compenso che sarà computato tra le spese generali.

La ripartizione di tale compenso tra il Presidente, e i componenti del Consiglio di Amministrazione verrà di anno in anno deliberato dal Consiglio stesso.

 

Art. 9 – Il Direttore

Il Direttore è nominato dal Consiglio di Amministrazione secondo le norme  previste dalla legge, con contratto di diritto privato, a termine e rinnovabile. La durata del contratto è rapportata a quella del Consiglio di Amministrazione in carica.

Al Direttore sono assegnate le seguenti competenze:

–         l’esecuzione, d’intesa con il Presidente, delle delibere del Consiglio di Amministrazione;

–         l’adozione di atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno nonché la gestione dell’attività finanziaria, tecnica e amministrativa dell’opera pia mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo;

–         la responsabilità della gestione e dei risultati conseguiti;

–         il perseguimento dell’economicità ed efficienza delle attività;

–         la collaborazione e l’assistenza agli organi di amministrazione dell’Opera Pia in ordine alla conformità dell’azione amministrativa, alle leggi, allo Statuto e ai regolamenti;

–         la redazione e la sottoscrizione dei processi verbali delle sedute del Consiglio di Amministrazione.

Il Direttore risponde dei risultati della gestione e della propria attività al Consiglio di Amministrazione, che può recedere dal contratto di lavoro secondo le disposizioni del Codice civile e dei contratti collettivi.

La misura del compenso del Direttore dell’opera pia non può superare quella del Presidente della stessa.

In carenza del Direttore l’incarico viene assunto e svolto dal Presidente ai sensi dell’articolo 32 della legge n. 6972/1890, ferma restando la separazione tra le funzioni di governo e di indirizzo dell’Ipab, come fissato dall’ordinamento normativo.

 

Art. 10 – Revisore dei Conti –

 

  1. Il Revisore dei conti è nominato dal Consiglio di Amministrazione dell’Ipab, secondo le modalità previste dalla l.r. 45/93. La sua carica dura 5 anni e decade automaticamente in caso di decadenza o scioglimento del Consiglio di Amministrazione.
  2. Il Revisore dei Conti rilascia il parere prima dell’approvazione del conto consuntivo.
  3. Il Revisore è tenuto, su richiesta motivata del Consiglio di Amministrazione, ad assistere con funzione consultiva alle sedute del consiglio stesso.
  4. Il Revisore ha diritto di accesso agli atti e documenti dell’Ipab.
  5. Il Revisore, in conformità alle disposizioni statutarie e alla normativa vigente, collabora con il Consiglio di amministrazione nelle sue funzioni, garantendo in particolare la regolarità contabile, finanziaria e fiscale della gestione dell’Ipab.
  6. Il Revisore, inoltre, nella relazione sul conto consuntivo esprime rilievi e proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza, produttività ed economicità della gestione.
  7. Egli svolge le proprie funzioni a garanzia della regolarità della gestione contabile, finanziaria e fiscale dell’Ipab, secondo le norme vigenti e in base al regolamento di funzionamento della carica, approvato dal Consiglio di Amministrazione.

  1. Nel regolamento di cui al precedente comma, sarà definita anche la misura dell’indennità attribuita al Revisore.

 

Art. 11 – Albo dell’Ipab

L’Ipab applica ai propri atti, secondo quanto previsto dalla legge, il principio di trasparenza e pubblicità, in particolare individuando presso la propria sede uno spazio da destinare ad Albo.

Resta fermo l’obbligo di pubblicazione all’Albo di altri enti nei casi previsti dalla vigente normativa e dai regolamenti interni.

Titolo IV°

 

Art. 12 – Norme generali per i servizi all’infanzia –

 

Gli asili nido e le scuole per l’infanzia sono eventuali altri servizi attraverso i quali l’Ipab raggiunge i propri scopi istituzionali. Tali servizi possono essere realizzati in funzione della domanda sociale e compatibilmente con le risorse finanziarie a disposizione.

L’asilo nido e la scuola per l’infanzia accolgono e custodiscono, anche gratuitamente, secondo i mezzi che a essi sono destinati dal Consiglio di Amministrazione dell’opera pia, i bambini poveri di ambo i sessi, dall’età di tre mesi ai sei anni, e provvedono alla loro educazione fisica, morale ed intellettuale, nei limiti consentiti dalla loro età.

Rimanendo posti disponibili rispetto a quelli fissati dal Consiglio di Amministrazione dell’opera pia, dopo l’ammissione dei poveri, possono esservi ammessi anche bambini non poveri, verso il pagamento di una retta da stabilirsi dallo stesso Consiglio di Amministrazione.

L’Ipab somministra ai bambini una refezione quotidiana e può loro fornire una sopraveste uniforme.

Titolo V°

 

Art. 13 – Norme generali per l’Istituto di educazione ed istruzione professionale –

L’Istituto di educazione ed istruzione professionale è un eventuale ulteriore servizio realizzabile dall’Ipab in presenza della domanda e della esigenza sociale e compatibilmente con le sue risorse finanziarie.

L’Istituto provvede gratuitamente, secondo i mezzi che ad esso sono destinati dal Consiglio di Amministrazione dell’opera pia, al ricovero, mantenimento, educazione morale e fisica ed alla istruzione dei fanciulli poveri, di entrambi i sessi.

Esistendo posti disponibili oltre quelli gratuiti fissati dal Consiglio di Amministrazione dell’opera pia, possono essere accolti bambini non poveri, verso il pagamento di una retta da stabilirsi dal Consiglio d’Amministrazione e alle altre condizioni stabilite nel regolamento.

Possono esservi accolti bambini che abbiano compiuto il sesto anno di età ma non superato il  diciottesimo

 

Titolo VI°

 

Art. 14 Altri servizi ai minori –

L’Ipab persegue le sue finalità anche attraverso la realizzazione di altri eventuali servizi quali le colonie marine e montane, le fattorie didattiche e gli opifici artigianali in presenza della domanda e dell’esigenza sociale.

L’opera pia, se i suoi mezzi glielo consentiranno, potrà, da sola o in collaborazione con altri enti, istituire colonie in campagna, in montagna e in riva al mare o altri servizi e attività di carattere sociale o socio-sanitario.

Le colonie sono luogo di soggiorno e, possibilmente, di educazione e istruzione, anche professionale.

Nelle fattorie didattiche e negli opifici artigianali, oltre alle funzioni di cui al precedente comma, possono essere svolte attività di avviamento al lavoro o a un mestiere.

In tali colonie, fattorie didattiche e opifici artigianali potranno essere ammessi, anche stagionalmente, o per più brevi periodi, fanciulli verso il pagamento di una retta stabilita dal Consiglio di Amministrazione dell’opera pia e alle altre condizioni stabilite dai rispettivi regolamenti.

Titolo VII°

Art. 15 – Disposizioni Generali –

Le norme particolari per la esecuzione del presente Statuto e per il funzionamento dell’opera pia, dell’Asilo, dell’Istituto di Educazione ed Istruzione professionale e degli altri servizi e attività di carattere sociale o socio-sanitario, saranno date dagli appositi regolamenti.

Per tutto quanto non regolato dal presente Statuto, si osservano le disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di assistenza e beneficenza pubblica, di protezione e assistenza dell’infanzia e di pubblica educazione e istruzione.

Treviso, lì 22 Giugno 2010